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Equal Pay Day: stop alla discriminazione salariale, serve uguaglianza

La Commissione provinciale per le pari opportunità e 66 organizzazioni partner incoraggiano le donne a chiedere la parità salariale. L'Equal Pay Day 2025 si terrà l'11 aprile.

BOLZANO (USP). Il divario retributivo di genere in Alto Adige è del 17,3%: ciò significa che le donne che lavorano a tempo pieno nel settore privato guadagnano il 17,3% in meno rispetto agli uomini in una posizione simile. La Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, insieme a 66 organizzazioni partner, ha quindi deciso di organizzare anche quest'anno l'Equal Pay Day. La giornata di sensibilizzazione è prevista venerdì prossimo, 11 aprile, e avrà come motto: “Porre fine alla discriminazione salariale, creare uguaglianza!”. Quest'anno un'attenzione particolare sarà rivolta alle attività professionali autonome e alle imprese, poiché anche in questi ambiti si possono riscontrare delle disparità nei redditi delle donne professioniste e imprenditrici, rispetto agli uomini.

Nel presentare l'Equal Pay Day 2025, la presidente della Commissione, Ulrike Oberhammer, ha sottolineato: “Uno studio internazionale del 2015 ha rilevato che entro il 2025 nel mondo si perderanno 12 trilioni di dollari a causa del divario salariale. Per questo dobbiamo continuare la lotta”. Oberhammer ha sottolineato l'importanza della direttiva UE sulla trasparenza retributiva come strumento chiave: la direttiva deve essere recepita a livello nazionale entro il 2026 e prevede l'obbligo di trasparenza non solo per i salari, ma per tutti i pagamenti, le retribuzioni e i rimborsi per le prestazioni lavorative. Nadia Mazzardis, vicepresidente della Commissione, ha spiegato che le donne, ancora oggi a causa della consuetudine culturale, vengono associate a tutto ciò che non è razionale e quindi ritenute meno affidabili per incarichi di prestigio, ancora oggi spesso rinunciano all'autonomia finanziaria per occuparsi del lavoro di cura gratuito o non ne hanno avuto la possibilità. È necessario normalizzare il rapporto delle donne con i soldi, perché “se in una società la metà della popolazione è più povera dell'altra, l'intera società è povera”, ha affermato Mazzardis. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato il Piano d'azione per la parità di genere Æquitas, che è un documento fondamentale, ma ora il piano deve essere implementato: “Alcuni passi sono già stati fatti, ma ce ne sono ancora molti altri da fare. E dobbiamo iniziare con la sensibilizzazione”.

Maria Elena Iarossi, ricercatrice dell'IPL (Istituto per la promozione dei lavoratori), ha dato uno sguardo ai dati concreti: nel 2023, gli uomini percepivano in media 30.678 euro l'anno come retribuzione lorda nel settore privato, in base al sesso e alla qualifica, mentre le donne ne guadagnavano in media 19.822. Il divario maggiore si riscontra tra i dirigenti: gli uomini guadagnano 178.753 euro lordi all'anno, mentre le donne in una posizione simile guadagnano solo 126.434 euro lordi all'anno. Questo modello si applica anche in altri settori, con l'eccezione degli apprendisti (le apprendiste guadagnano in media 14.323 euro, i maschi in media 13.650 euro). Uno sguardo al tempo dedicato al lavoro e alle faccende domestiche conferma il modello ancora classico secondo cui le donne dedicano più tempo alle faccende domestiche, mentre gli uomini dedicano più tempo al lavoro. 

L'11 aprile si celebra in tutto l'Alto Adige l'Equal Pay Day, con circa 51 stand informativi su temi quali la pianificazione finanziaria o la povertà in età avanzata. Verranno distribuite anche le ormai note borse rosse. È inoltre previsto un flash mob da parte della Commissione provinciale per le pari opportunità, che si terrà

venerdì 11 aprile, 

alle ore 10, 

in piazza Walther a Bolzano.

Le donne aderenti mirano a dare visibilità e sensibilizzare sul tema e sull'Equal Pay Day, che viene organizzato in Alto Adige dal 2010.

ASP/ck/mdg