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Province e Regione a difesa dell'autonomia: delineati i prossimi passi
Incontro urgente con il premier Monti, impugnazione alla Consulta delle norme lesive dell'autonomia, nuova unità di crisi, rilancio della proposta sul nuovo sistema di finanziamento delle Province, informativa al Capo dello Stato e al governo austriaco: sono i principali passi concordati oggi (11 luglio) a Bolzano nella seduta straordinaria delle Giunte provinciali di Alto Adige e Trentino e di quella regionale.
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È durata circa un’ora a Palazzo Widmann la seduta comune delle Giunte provinciali di Alto Adige e Trentino e della Giunta regionale, coordinata dai presidenti Luis Durnwalder e Lorenzo Dellai, per definire una strategia unitaria e i passi da intraprendere dopo le ultime misure del Governo in tema di revisione della spesa pubblica. Il vertice a Palazzo Widmann ha inteso anzitutto mandare un segnale di unità (e di unità di intenti) di Province e Regione nell’azione di tutela dell’autonomia del Trentino Alto Adige. Fermo restando che sono consapevoli della necessità di risparmiare e sono decisi a compartecipare al risanamento statale, ma con equità ed equilibrio. Le tre Giunte hanno ribadito la loro contrarietà sotto due aspetti, quello finanziario e quello istituzionale: da un lato i tagli sono considerati sproporzionati, dall’altro non può essere accettato il metodo di intervento unilaterale del Governo – senza l’intesa con le Province, prevista nello Statuto – su materie che sono di competenza dell’autonomia.
Sul piano finanziario, hanno ricordato Durnwalder e Dellai, dal 2009 lo Stato ha chiesto ai territori locali una quantità irragionevole di risorse prefigurando quasi un accanimento verso le autonomie: circa 800 milioni ciascuno tra tagli e vincoli al bilancio provinciale a cui si aggiungono i 500 milioni per gli impegni presi con l'Accordo di Milano. Lo Stato, hanno aggiunto i governatori, non può richiedere tre volte tanto quanto spende annualmente per i suoi servizi sul territorio. Ci sono poi le previsioni del Governo che entrano direttamente nelle norme dell’autonomia: "Si rischia di svuotare lo Statuto – ha specificato Durnwalder - attraverso un’invasione normativa dello Stato. Ma l’autonomia dell’Alto Adige ha competenze specifiche ed è ancorata sul piano internazionale, questo anche un Governo tecnico deve accettarlo." Alto Adige e Trentino, gli ha fatto eco Dellai, "non sono una categoria, una corporazione o uffici decentrati dello Stato: sono due istituzioni."
Il vertice ha delineato i prossimi passi che le due Province intendono fare assieme: la richiesta di un incontro urgente con il premier Monti (per riaprire la negoziazione e fissare una quota fissa di compartecipazione al risanamento del deficit), il rilancio della proposta sul finanziamento dell’autonomia già presentata al Governo a febbraio (assunzione da parte della Provincia dei costi sostenuti dallo Stato e di nuove competenze, definizione del patto di stabilità), il ricorso alla Corte costituzionale per violazione delle prerogative dell’autonomia se il decreto sulla spending review dovesse mantenere le misure previste per le due Province. "Non viene rispettato l’Accordo di Milano che ha valore costituzionale", hanno ricordato i Presidenti.
Le tre Giunta hanno valutato inoltre di interessare della questione le massime cariche istituzionali, a cominciare dal Capo dello Stato: "Vogliamo informare delle nostre preoccupazioni il presidente Napolitano non per trascinarlo in dispute politiche o finanziarie, ma perché è molto sensibile ai temi dell’autonomia", ha detto Dellai. Dal canto suo Durnwalder non ha escluso un’informativa al governo austriaco, "non per lamentarci delle questioni finanziarie, ma nel caso di mancato rispetto delle norme dell’autonomia e di lento svuotamento di quel quadro giuridico entro il quale nel 1992 l’Austria ha firmato la quietanza liberatoria." Si punta ora a intensificare il lavoro di squadra anche con i parlamentari regionali mentre parallelamente è stato costituito un gruppo di lavoro permanente dei tecnici, una sorta di unità di crisi che dovrà monitorare e fornire un’interpretazione giuridica delle norme licenziate dal Governo.
pf
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